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P.fo Albanien PDF Stampa E-mail
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Sabato 12 Settembre 2009 09:48
Piroscafo Albanien


Scheda Tecnica
Nome: ALBANIEN
Anno costruzione: 1910
Cantiere: STT - Trieste
Compagnia: Lloyd Austriaco - Porto di appartenenza Trieste
Scafo: in ferro; mattatura due pali
Dislocamento: 1122 tsl
Dimensioni: lunghezza 66 m, larghezza 10,1 m
Motore: 1350 cv, triplice espansione, 1 elica, 12 nd
Equipaggio: 28 persone

Note storiche
Affondata il 4 giugno 1916 alle ore 5:50 nei pressi dell'isola di Pag, 6 miglia a Nord di Novalja, per siluramento del sommergibile italiano Atropo, comandato dal TV Maraghini e con Nazario Sauro a bordo in qualità di pilota esperto. Al momento dell'affondamento il piroscafo era militarizzato; morirono tre uomini dell'equipaggio.
 
L'immersione
Il relitto dell'Albanien si trova in posizione di navigazione su un fondale di sabbia e fango a 72 metri di profondità, a ridosso di una secca. Il ponte di coperta della nave risulta intatto ad eccezione della zona di poppa, fracassata ed ingombra di rottami. Sommerso da uno strato di sedimento e ricoperto da una consistente presenza di ostriche, presenta diversi boccaporti: partendo da poppa troviamo quello di carico che permette l'accesso alla stiva di poppa e altri due più piccoli, uno dei quali fornisce l'accesso alla carboniera. A prua, subito sotto alla plancia, si trova una scala d'accesso ai locali passeggeri sottostanti; subito a proravia c'è il boccaporto della stiva di prora cui segue un'altra scala di discesa e un piccolo boccaporto che dava accesso ai magazzini di prora. I due alberi, a prora e a poppa, sono in piedi. La poppa, danneggiata come se fosse stata tamponata, ed il timone della nave, rigirato contro l'elica, fanno supporre che la nave sia affondata di poppa prima di raddrizzarsi sul fondo. L'elica è ben visibile, e fuori dal sedimento di fondo, per almeno 2/3 del suo diametro. Sul fianco di destra, a poppa, al livello del fondo c'è lo squarcio provocato da uno dei siluri che ne hanno causato l'affondamento da cui si può agevolmente entrare per accedere alla stiva di poppa, la quale è piena di sedimento. Da lì, però, si può accedere ad un ponte superiore attraverso gli squarci sul soffitto. Questo ponte doveva essere riservato ai passeggeri e/o equipaggio visto che al suo interno sono stati notati un vaso da notte ed altro vasellame in ceramica. Per uscire da questi ambienti è necessario ritornare indietro alla stiva ed uscire dal boccaporto di poppa o dallo squarcio del siluro.
Muovendo verso prua si incontra l'albero poppiero e poi il cassero centrale. Sopra quest'ultimo vi sono gli osteriggi della sala macchine, due dei quali  aperti e attraverso i quali è possibile accedere anche se, con difficoltà, alla sala macchine completamente ricolma di sedimento. Ai lati del cassero centrale vi sono due passeggiate coperte ingombre di sedimento e gusci d'ostrica per uno spessore di almeno 1,8 metri e che lascia uno spazio di circa 50 cm. Imboccando la passeggiata del lato di sinistra, a circa metà strada, si trova un porta semi aperta che permette di vedere il deposito lampade con all'interno una quindicina di lampade a petrolio e fanali di varie forme e dimensioni. Al termine della passeggiata il grosso proiettore di ricerca della nave, caduto dal tetto della plancia, ora poggia sul sedimento rovesciato sotto sopra, con il suo piedistallo ancora attaccato e rivolto verso il cielo della passeggiata. Il faro di ricerca peserà circa 2-300 kg di sicuro  interesse museale. Le due passeggiate terminano verso prua ai due lati della paratia del ponte di comando; da qui manca la targa di cantiere della nave, rimossa probabilmente in tempi recenti, ma al suo posto è rimasta una macchia di ruggine rettangolare. Nella plancia non vi è, o almeno non è stato notato, nessun organo di governo della nave. Il pavimento della plancia è sfondato e forse gli strumenti sono caduti sotto, venendo quindi sepolti dal sedimento, o potrebbero anche essere stati asportati; tuttavia, non è possibile notare nessun segno di lavoro o di rimozione. Sotto la paratia di plancia, prima dell'albero di prua, c'è un boccaporto, probabilmente non percorribile, con una scala che dava accesso ad un locale passeggeri al di sotto del ponte di coperta cui si può accedere anche, e più comodamente, da due finestroni rettangolari ai due lati dello scafo. I locali si estendono verso poppa attraverso due corridoi molto stretti ai lati dei quali vi sono le porte di accesso alle cabine. Uno dei due corridoi è ostruito da detriti dopo soli 3 o 4 metri, mentre l'altro prosegue sgombro e, probabilmente, si collega con qualche locale a poppa. In corrispondenza dei due finestroni laterali c'è una specie di hall, con vari oggetti per terra, alcuni forse simili a valige, che però non si riesce a capire cosa possano essere. Entrando dal boccaporto di prua e scendendo di un ponte si accede ad un ampio locale di cui non si riesce a capire se potesse essere una stiva di carico o un locale passeggeri. Sempre attraverso il boccaporto di prua è possibile accedere ad un ultimo vano che però non è stato esplorato e che quasi sicuramente doveva essere una stiva di carico.
 
 
 
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