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La spedizione del 2000 PDF Stampa E-mail
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Martedì 28 Luglio 2009 08:34
Indice
La spedizione del 2000
i primi tentativi
una testimonianza...
la spedizione
Tutte le pagine
Si cominciò così ad organizzare la parte logistica della spedizione che si sarebbe svolta nell'agosto del 2000. Tra i problemi oggettivi del canale del Quarnerolo c'è, oltre la distanza, la non facile raggiungibilità del posto, che venne risolta decidendo di fare base sull'isola di Pag; anche lì bisognava comunque affrontare una serie di problemi, ma sicuramente meno difficoltosi grazie alla struttura di cui si disponeva.
La capacità ed efficienza della WDS nell'operare in profondità era stata, negli ultimi tempi, completamente integrata e rivoluzionata: integrata tramite l'acquisizione di un sistema di camere iperbariche portatili multiposto GSE, scooter subacquei, sistema video ripresa digitale professionale nonché di altre attrezzature specifiche a questo tipo di attività e rivoluzionata nella gestione ed organizzazione delle immersioni profonde con miscele ternarie, grazie alle nozioni acquisite sul sistema di immersione DIR (Doing It Right), creato da George Irvine, direttore del WKPP e da Jarrod Jablonsky, della Global Underwater Explorers.
Oltre agli aspetti logistici c'era da risolvere la parte relativa alle autorizzazioni: vennero così richiesti i relativi permessi al Dipartimento di Archeologia Subacquea del Ministero dei Beni Culturali croato, che offrì la collaborazione dell'Ufficio per la Tutela dei Relitti di Età Contemporanea per la realizazione del progetto; il responsabile dell'Ufficio, l'archeologo subacqueo J. Mesic, si occupò di ottenere tutte le necessarie autorizzazioni allo svolgimento delle attività.
Venne trovata una base per gli undici partecipanti e le camere iperbariche, sistemazione piuttosto spartana ma comoda e funzionale, oltre ad un posto per la stazione di ricarica delle miscele. Per le immersioni c'era un gommone di 7.6 m ed uno da 4.8 m. Il team era composto da undici subacquei divisi in quattro squadre, due di esplorazione sul fondo con tre subacquei ciascuna, e due squadre di sicurezza.
Le mete principali della spedizione sarebbero state, oltre all'individuazione della posizione delle corvette e del troncone di poppa dell'ALDENHAM, i relitti dell'EUTERPE e dell'ALBANIEN poiché quelli con maggiori spunti di esplorazione nei locali interni ed i più piacevoli da visitare grazie anche alle condizioni di buona visibilità. In seguito si sarebbero in ogni caso effettuate anche immersioni sull'AUDACE e sul troncone di prua dell'ALDENHAM anche se in entrambi questi ultimi due casi in pessime condizioni di visibilità. Le squadre si alternavano tra immersioni, turni di ricarica e di guardia alla base.
Le ricerche con l'ecoscandaglio dei relitti ancora da localizzare venivano effettuate prevalentemente di notte poiché il giorno era interamente impegnato per le immersioni. Era inoltre molto più piacevole, e probabilmente più efficace, effettuare le ricerche di notte; il mare generalmente è più tranquillo grazie alla brezza termica che soffia da terra, non fa caldo, l'atmosfera molto romantica, la boa lampeggiante usata per marcare il "punto presunto" visibile a grande distanza e, inoltre, nell'oscurità aumenta la facilità di concentrazione sia sulla strumentazione che sugli schemi di ricerca.
Inutile sottolineare come cercare navi da guerra della Kriegsmarine e della Royal Navy su un mare calmo, sotto il cielo stellato, discutendo su come variare schemi di ricerca e correzioni alle coordinate mentre si sorseggia nescafè alle 3 del mattino e a 7 miglia al largo dalla costa, sia tutto quello che un appassionato di immersione su relitti possa cercare in questa affascinante attività.


 
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