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Ho deciso solo all'ultimo momento di partecipare alla conferenza. In realtà l'intenzione c'era fin dall'inizio ma a causa del lavoro mi era impossibile prevedere se davvero avrei potuto esserci. Fortunatamente un impegno programmato per incontrare un cliente di Orlando (Florida) mi è stato confermato proprio nei giorni della conferenza dandomi così modo, almeno parzialmente, di partecipare. Purtroppo, causa il ritardo del volo sono arrivato solo il venerdì pomeriggio, dopo l'intervento di apertura di Jarrod "GUE: passato, presente e futuro" e quello di Gene Hobs sulle misurazioni con il doppler. Al mio arrivo era il momento di Buchaly e Waldbrenner, miei team leader nell'EKPP (European Karst Plan Project) che hanno commentato video realizzati durante le esplorazioni di Doux del Cloy e Gournerays... ben conosciuti anche perchè girati dal sottoscritto, insieme a datti ed informazioni sulle attività e modalità operative del gruppo. Un intervento molto simile, per chi ha partecipato, a quello fatto da Waldbrenner in Italia l'estate scorsa nel corso della conferenza organizzata dal DIR Italia. Con la fine della presentazione dei 2 tedeschi si è conclusa la parte forrmale della giornata e sono cominciati i saluti dei numerosi amici presenti in sala. Dal gruppo dei tedeschi e olandesi, abbastanza numerosi, ai vari istruttori GUE, al gruppo di buddies scandinavi conosciuti in occasione del progetto di Narvik l'estate scorsa, agli altri amici di diverse parti del mondo incontrati qualche volta di persona e ben pù spesso in rete... sostanzialmente è stato come ritrovarsi in famiglia e questo di per sè era già una buona ragione per esserci. Unica nota negativa era vedere che nessun altro italiano fosse presente.. gran peccato considerando che gli Italiani possono vantare di essere, al momento, il gruppo DIR più organizzato a livello internazionale. Il giorno seguente la conferenza è iniziata con la relazione di David Doolette. David attualmente lavora alla NEDU (Navy Experimental Diving Unit) e ha presentato una serie di studi sugli effetti dell'esercizio prima, durante e dopo le immersioni con obblighi deco, rappresentando anche i risultati di analisi fatte tra soggetti fisicamente allenati e no. Relazione interessante che ha descritto effetti già conosciuti nel mondo DIR, almeno sotto il profile dell'esperienza sul campo, ma che come molto spesso accade in questi casi, non si può considerare esaustiva nè definitiva. Volendo leggere tra le righe si deduce che un corpo allenato decomprime meglio; fare esercizio anche prima dell'immersione (purchè sia parte di una normale routine) va bene; muoversi in modo moderato in profondità riduce il rischio di MDD; muoversi in deco facilita la deco; limitare gli sforzi dopo (almeno nelle prime 2 ore) evita di amplificare le bolle residue. Tutte cose cui, anche se apparentemente ovvie, la NEDU sta cercando di dare una validazione scientifica. Todd Kincaid ha presentato la relazione più interessante tra quelle scientifiche. Argomento era la risorsa d'acqua globale sulla Terra e di quanto e come questo sia per davvero sconosciuta ai più. E' sconcertante pensare che ciò che noi diamo per scontato, e apparentemente inesauribile, al punto di non includerlo in una ipotetica lista di beni prioritari, sia in realtà il primo fattore che ci permetterebbe di vivere su questo pianeta e senza il quale questo non esisterebbe. Todd, mettendo abilmente a confronto le varie quantità d'acqua presenti sulla Terra, ha fatto capire per esempio che solo il 3% sono potabili e molto meno quelle accessibili all'uomo; oppure che, in quanto occidentali, ogni volta che alla toilette tiriamo l'acqua consumiamo un quntitativo tale da permettere al resto dell'umanità di risolvere il problema della sete se questo fosse a loro disposizione. Todd è entrato anche nel merito di ricerche e sperimentazioni che si stanno facendo sul campo (in particolare nella regione carsica del Nord della Florida) per scoprire come l'acqua si muova sotto terra e cosa accadrebbe non conoscendo origine, flussi e destinazione di tali masse d'acqua. Todd ha smesso di fare immersioni da qualche anno per dedicarsi al suo lavoro di ricerca ma è stato il primo buddy di JJ, con il quale ha condiviso immersioni che a quel tempo furono considerate veri e propri record. A seguire, Richard Lungren ha fatto un resoconto delle immersioni e dei progetti conodtti dal suo gruppo nella regione scandinava. Richard è uno dei primi istruttori GUE ma, soprattutto, un subacqueo vero, uno che ama stare in acqua solo per il gusto di starci, un Mario (ndr Mario Arena) versione nordica, tanto per dare elementi di confronto a chi conosce il "nostro" istruttore. Richard ha anche esposto il progetto cui alcuni di noi hanno partecipato qualche mese fa in Norvegia, a Narvik, presentando in anteprima alcune delle immagini che saranno poi parte di un documentario... immagini che conoscevo e che mi hanno ricordato bei momenti. La quarta relazione della giornata è stata quella di Cameron Martz che con "Exercise physiology and decompression" ha parlato di diving ed esercizio fisico usando un approccio scientifico dando al tempo stesso indicazioni su come fare un corretto allenamento bilanciando esercizio aerobico e forza. Essendo l'ultimo intervento della mattinata ho forse sofferto un po' di calo d'attenzione anche se comunque è stata una relazione molto interessante. Con la ripresa dei lavori in sala è stato raccontato un mini progetto di esplorazione nella sorgente di Cathedral, la cui precedente "end of line" era del mitico Sheck Exley. Relatore della presentazione "Cathedral springs: vying for the longest cave in the world" è stato Todd Leonard che ha esposto in modo estremamente pacato, concreto e dettagliato tutto quello che è stato fatto e vissuto nei 3 anni di durata del progetto. Durante l'esplorazione, al limite ragginto da Sheck (10.000 piedi), sono stati aggiunti altri 3.000. E' stato quindi il turno di Erik Baker, che molti avranno già sentito nominare per i suoi studi e pubblicazioni sui gradienti decompressivi, utilizzati anche per la realizzazione di software tipo decoplanner. Relazione poco tecnologica (l'unico ad usare ancora slide su lavagna luminosa anzichè powerpoint) ma comunque sempre interessante per chi solo oggi si appresta a comprendere i meccanismi di base delle più recenti, e anche delle più vecchie, teorie decompressive qualli VPM. Dick Vann del DAN ha invece parlato di shunt e PFO (Forame Ovale Pervio). Qui da noi è un argomento ben conosciuto e possiamo dire che il DIR Italia possa essere al riguardo considerato un interlocutore qualificato proprio grazie alla quantità di relazioni, mail, test e "riparazioni" pubblicate sull'argomento. Il dr. vann ha presentato studi eseguiti dal DAN stesso esponendo anche opinioni di altre strutture come US Navy, Nasa, ecc. Qualche polemica si è sollevata quando il relatore ha sostenuto che secondo il DAN la "smoking gun" che collega MDD a PFO, non è ancora stata dimostrata. Ha, però, anche aggiunto che i suoi dati erano basati essenzialmente su immersioni ricreative, molto diverse da quelle tecniche in cui le bolle sono quantitativamente e dimensionalmente maggiori, invitando con l'occasione ad una collaborazione nel fornire profili e sintomi post immersione. La relazione seguente è stata la più spassosa grazie a George che, come al solito in coppia con Jarrod, ha fatto un resoconto delle esplorazioni del WKPP. Relazione fuoriserie per la caratteristica dei relatori: Jarrod Jablonski, serioso con la sua presentazione power point in parte già vista in Italia lo scorso luglio (DIR Italia meeting), e George Irvine che intervenva con i suoi aneddoti sempre marcatamente diretti e privi di fronzoli. Ha chiuso la giornata e la parte formale della conferenza Casey McKinley, attuale Direttore WKPP, nonchè uno degli ultimi giovani della vecchia guardia del grupo di immersione più famoso del mondo. Casey è molto diverso caratterialmente da tanti altri di questo gruppo; apparentemente introverso e con aspetto meditabondo è, invece, molto simpatico e all amano, al punto che la sua relazione sul futuro del WKPP è stata una di quelle che ho maggiormente apprezzato. Avendo subìto simpaticamente alcune battute ironiche a scena aperta da Todd Kincaid e Jarrod, in aperture delle rispettive presentazioni, ha replicato prima ancora di cominciare con la sua relazione, raccontando un aneddoto altrettanto ironico che gli ha fatto guadagnare un applauso anticipato. Più o meno questo il suo racconto... nell'88, allora serio studente universitario ed indigeno della zona nord della Florida decise, sponsorizzato da papà, di iscriversi ad un corso subacqueo. Molto fiero di sè e del corso serio che gli fece il suo istruttore OW, cominciò con immersioni ricreative anche se la distanza dal mare e l'altrettanta vicinanza di molte risorgive gli fece presto venir voglia di seguire un corso "cavern" così da potersi immergere anche nelle acque di Ginnie Springs. Finito il corso, che peraltro gli piacque molto, decise di continuare con l'intro to cave, una specie di cave 1 all'acqua di rose. L'istruttore gli dice che è bravino anche se, prima di accedere ad un full cave, gli consiglia un po' di immersioni di esperienza per tornare dopo 5-6 mesi. Solo dopo qualche settimana, l'istruttore lo richiama dicendogli che tutto sommato, visto che è bravino, potrebbe fare subito il full cave e che, giustogiusto, ce ne era uno che sarebbe cominciato di lì a poco con 1 posto lbero. Nonostante si senta poco più di un tappa buchi è comunque tanto preso dall'entusiasmo da farsi convincere a partecipare. la settimana seguente si reca al primo appuntamento, dove trova uno degli altri due allievi... nientemeno che lo stesso istruttore OW che qualche mese prima lo aveva iniziato alle immersioni. Racconta dei dubbi e delle preoccupazioni che in quel momento lo assalirono nel vedere il suo istruttore diventare compagno d'immersione ma di come, passato il primo momento di sgomento, si fosse rincuorato a pensare anche se sarà molto inferiore al suo ex istruttore cercherà almeno di essere meglio del terzo allievo, non ancora arrivato. Poco dopo ecco anche lui, ma chi erapoi il terzo? Niente di meno che un certo Jarrod jablonski... all'epoca già rinomato istruttore e trainer OW. Casey conclude facendo presente che quei 2 (Todd e Jarrod) possono pure prenderlo in giro quanto vogliono ma che sulla sua c-card full cave c'è scritta esattamente la stessa cosa scritta sulla loro visto che tutti e 3 sono stati certificati cave divers durante quel mitico corso!! Il suo intervento è continuato con i progetti futuri del WKPP che, ormai alla quarta generazione di subacquei, è sempre pronto e preparato a raccogliere nuove sfide. Casey racconta l'ultima immersione a Chip Hole, dove la sagola è stata portata ad oltre 17.000 piedi e l'intervento si chiude con una rassegna di immagini storiche dell'archivio WKPP, accompagnate damusica nostalgica/celebrativa -tipo momenti di gloria- che ha commosso l'intera platea. Paolo Passalacqua
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