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Tech 1 - diario di Paolo Passalacqua - aprile 2000 - Report 7 PDF Stampa E-mail
Sabato 05 Settembre 2009 15:53
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Tech 1 - diario di Paolo Passalacqua - aprile 2000
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Domenica 30 maggio - 10:00 p.m.
Oggi la mia prima immersione da dir diver certificato GUE e quindi fuori corso. A proposito la teoria è andata abbastanza bene: 94% di risposte esatte. Mi sembra significativo riportarvi questo che sarà il mio ultimo rapporto dagli USA e primo come diver certificato.
Nel frattempo, ne approfitto per rispondere sia a Mario che ad Andrea. Con Thomas come buddy, abbiamo fatto l'Hydro Atlantic, unico relitto della zona ad essere affondato per cause naturali e non di proposito. Giornata come al solito splendida almeno per quanto riguarda il sole; un pò di vento teso da NE che alza un'onda di circa 1 m e la solita corrente in senso contrario di almeno un paio di nodi. Per fare quest'immersione ci siamo aggregati ad una barca che aveva già in programma l'uscita. Costo: 45$ per le miscele e 75$ per il passaggio in barca, a testa. Sulla barca siamo in 6 divers: 4 veri strokes IANTD e due DIR GUE!!!
È incredibile il senso di differenza e come le configurazioni mi appaiano così nettamente in contrasto ora. Questi strokes tutti in aria e con EAN 80 al seguito, oppure 40 e Ox, presentavano ognuno la propria strampalata configurazione, del tipo chi più ne più ne metta: 3 computers, fasi in acciaio con attacchi steel to steel, bombole in acciaio con wet suites, bungee wings sempre doppio, ammennicoli di tutti i tipi appesi in modo sparso, addirittura uno con lo snorkel, ognuno con 4 casse o borsoni al seguito, ecc...
Notare che entrambe le coppie erano composte da istruttore e allievo al seguito. Solo qualche tempo fa non avrei avuto nulla da obiettare, ora mi da quasi fastidio essere sulla testa barca per il senso di pericolosità intrinseca che la presenza di questi 4 rappresenta. Interrogati poi sul profilo che avrebbero fatto, una coppia dichiarava 30 min di fondo, l'altra addirittura 40 min con deco relativamente breve. I due con il tempo più lungo si assumevano l'impegno di staccare l'ancora dal relitto. Io e Thomas ci siamo guardati sconsolati, scuotendo la testa. Noi avevamo 2 tempi a 20 e max 25 min con deco da 26 min
Thomas mi ha consigliato di usare come regola il settaggio 20/100, poi incrementare il tempo ai cambi, tagliare via le intermedie solo se i tempi sono significativi e tagliare invece via ai 6 m, per esempio nel ns. caso circa 4 min su 14 e farli in lenta risalita anziché fermo ai 6 m.
La deco si deve sapere a memoria almeno quella pianificata e conoscere per i bail out dove ci sono la variazione dei tempi più significativi. Il tutto lo si riporta nelle wet notes che vanno tenute nella tasca della stagna. Mai usare i run time, perchè non danno flessibilità e impediscono di memorizzare i tempi deco di per se stessi. Per pura curiosità mi sono portato dietro l'Aladin, nascosto nella tasca della DUI. Quando sono uscito mi segnalava ancora 10 min ai 9 m, per un totale di deco da fare di oltre 57 min fra i 6 e i 3 m. Nello scendere siamo stati i primi sia perchè pronti prima sia perchè, in teoria avevamo il tempo di permanenza più breve.
Relitto molto bello, grande, nave da carico. Penetrazione in sala macchina e nelle stive. Io con le due fasi da un lato e la Explorer 14 HID dall'altro, ero al massimo del confort. Mente lucidissima grazie ai 22 min di END e grande facilità di respirazione; anche senza l'argon, grazie alla temperatura di 23°, nessun problema di freddo. Al 26° e con una pressione di 100 lasciamo il fondo. Appena ai 30, lungo la cima, la corrente è tale da impedirci di tenere agevolmente la cima stessa. Fuori lo spool che si trasforma in una comodissima jon line e via a fare "scootering" in corrente.
Cambio come previsto, uno per volta, e cominciamo a domandarci che fine hanno fatto gli altri che praticamente abbiamo appena intravisto sul fondo. Ai 6 m nuovo cambio in O2, Il mio erogatore mi fa bere più acqua che prendere aria; segnalo la cosa a Thomas che mi fa segno di tornare in 50% e di sostituire il secondo stadio con il suo che mi porge. Svito e riavvito in un attimo e torno in Ox. Al 10° min, cominciamo a risalire, siamo fuori addirittura in un paio di min in meno rispetto al tempo pianificato, avendo staccato in realtà il fondo al 26 min. In superficie guardiamo verso la barca e vediamo che i 4 strokes erano già a bordo. Altro che 40 min di fondo. Dopo abbiamo appurato che avevano fatto meno tempo di fondo di noi e più deco ...STROKES... Inoltre, due di loro con in bocca l'erogatore dell'EAN 80, respiravano una boccata si e una no!!! Ovviamente nessuno aveva staccato la cima. Noi freschi come rose, assolutamente in forma senza alcuna stanchezza e senza nessun problema con 26 min a 50 m in trimix e 24 min di deco!!!
Rientrando in porto con Thomas discutiamo del prossimo corso tech 2. Lui mi suggerisce, considerata la mia buona performance durante il corso -lo ha detto lui- di fare almeno una 20na di immersioni in trimix e poi tornare. Inoltre mi dice, visto la mia intenzione di comprare il Gavin, che il Tech 2 lo faremo tutto con lo scooter. Da parte mia gli confermo che per luglio/agosto dovrei essere pronto e quindi concordiamo in linea di massima la fine di luglio, inizio agosto, come prossimo stage e altrettanto per lo scooter. Riguardo il corso in se stesso mi sembra di avervi detto tutto.

Requisiti per diventare un GUE diver: non fumare, essere allenato ad andare in acqua tutto l'anno, avere un minimo di preparazione atletica, non essere obesi, avere una buona base d'esperienza come subacqueo ricreativo o semitecnico, dotarsi integralmente di attrezzature DIR.
Esercizi per diventare un GUE diver: pesata, assetto sempre perfetto e orizzontale, responsabilità e comunicazione con il compagno, lavorare in team, saper individuare pericoli e modalità su come distinguere ciò che serve da ciò che non serve (e che anzi è pericoloso), pianificazione e rispetto della stessa, deco (sia come farla sia come modificarla), miscele, air sharing, pinneggiata (ho capito perchè le Jet fin sono le migliori), configurazione, miscelare i gas, conoscenza dell'elio come gas amico e facile e soprattutto mentalità e senso di responsabilità nel sapere di entrare a far parte di un'elite, sono le cose che s'imparano nel corso GUE Tech 1. E' in definitiva il migliore corso anzi, il miglior modo per andare in sott'acqua. Per chi avessi dubbi circa la difficoltà nel reperire le miscele, come io stesso prima ponevo come vincolo di oggettiva fattibilità, in realtà è molto più semplice di quanto si possa immaginare; basta organizzarsi. Una volta che hai, con un piccolo investimento, rampa e filtri, magari nella valigetta Pelikan, ti misceli in proprio ossigeno e elio. Poi se hai un compressore bene, altrimenti ti fai fare il top-off da qualsiasi diving. Se non hanno i filtri, ci metti i tuoi, cosa che comunque sarebbe meglio fare sempre, e il gioco è fatto. Se poi tutto questo si fa in gruppo, è ancora più semplice e meno costoso. Nel mio piccolo e insieme ad alcuni cui è indirizzata la presente, già mi ero organizzato per travasare in ditta argon e ossigeno.
Spero di aver portato un contributo al DIR e soprattutto di aver saputo condividere con voi quest'esperienza americana. Se vi ho annoiato non me ne vogliate. Se vi sono sembrato un po' paranoico non fateci caso, è solo entusiasmo e forse un po' colpa dell'elio che mi ha dato alla testa. Se vi siete appassionati, fate un corso GUE, magari insieme a me, il prossimo luglio/agosto.
Paolo Passalacqua


 
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