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Tech 1 - diario di Paolo Passalacqua - aprile 2000 - Report 3 PDF Stampa E-mail
Sabato 05 Settembre 2009 15:53
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Tech 1 - diario di Paolo Passalacqua - aprile 2000
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Domenica 24 aprile - 11:00 p.m.
Prima giornata d'immersioni in acque libere, seconda di corso. Appuntamento ore 08:00 a.m. al negozio Brownie's per ricaricare le bombole e le fasi. Il pannello del negozio è molto ben fatto; tutto collegato a una serie di banks di elio, ossigeno e aria in quantità industriali. Passiamo una buona oretta a preparare Nitrox 33 e Nitrox 50. Io e il mio compagno di corso misceliamo e analizziamo, sotto la supervisione dell'istruttore. Finita la ricarica, prepariamo le attrezzature per le immersioni del giorno. Quando abbiamo finito arrivano alcuni membri del WKPP. Faccio conoscenza con Tamara, Ted Cole e Robert Charmichael che è poi il padrone della Halcyon. Dopodiché andiamo in classe dove passiamo 3/4 ore a fare teoria parlando del nitrox. Gli standard GUE prevedono una PO2 max di 1.4 di fondo e per diver in movimento, di 1.6 in deco o a riposo. Finito con la teoria si raggiunge la barca e usciamo in mare.
La prima immersione la facciamo su un relitto di una piccola nave da carico a circa 30 m di profondità. Ottima visibilità, tanto pesce, ma una maledetta corrente di almeno 4 nodi. Questo complica molto tutta l'immersione. Per raggiungere il fondo siamo letteralmente costretti a tirarci sulla cima di discesa. Sul fondo, io e il mio compagno, abbiamo il compito di dimostrare la capacità di mantenere l'attenzione uno verso l'altro e allo stesso modo un ottimo assetto senza sforare la quota prefissata e senza farci portare via dalla corrente. L'istruttore continua a girarci intorno chiudendo rubinetti e manifold in continuazione; Siamo costretti continuamente a donare reciprocamente l'erogatore e provvedere autonomamente a riaprirci le valvole. La netta sensazione che si acquista, è di padronanza nella gestione della riserva d'aria e del rischio di mancanza d'aria.
Anche la disposizione dell'unico manometro, per me punto di maggiore sospetto, diventa invece dopo un po' di pratica e dopo aver acquisito una maggiore consapevolezza, un non problema, anzi una tranquillità. Mi rendo conto che un'immersione profonda in aria con una situazione di corrente come quella di oggi sarebbe stata altamente a rischio di narcosi e di affanno con conseguente innalzamento dei livelli di anidride carbonica. Raggiunti i bar previsti prima del tempo pianificato, risaliamo simulando come pianificato una serie di deco stop profondi con cambio gas (EAN 50) alla quota in precedenza concordata. La risalita viene fatta sulla cima di discesa ed è veramente come essere trainati da una barca; è praticamente impossibile mantenere la quota. La cima è in diagonale e si sposta in modo sostanziale. Se ci fossero veramente obblighi di deco, l'unica soluzione sarebbe una deco in corrente lanciando il pallone.
Una volta fuori e dopo un breve intervallo passiamo alla seconda immersione; questa volta sarà in corrente e sul reef. Una volta raggiunto il fondo, l'istruttore ci fa compiere una serie di esercizi: togliere la maschera e l'erogatore dalla bocca, percorrere un tratto di una ventina di metri in apnea fino a raggiungere il compagno disposto di schiena e chiedergli l'erogatore. Nel mentre continuavano i soliti giochetti di aprire e chiudere gli erogatori da parte dell'istruttore, l'attenzione all'assetto ecc. Infine, prova di lancio di pallone da una ventina di metri. Il pallone Halcyon non ha nulla a che fare con quello che conosciamo. Trattasi di un galleggiante di una 40na di litri di capacità che normalmente viene portato sgonfio, in una tasca, nello schienalino inox.
Il rocchello è veramente molto piccolo e senza la classica maniglia e rotella. Per gonfiare il pallone si usa la frusta del jacket mediante l'apposito attacco di bassa del pallone. Con una mano si tiene pallone e frusta e con l'altra il rocchello. Il rocchello si tiene fra due dita, pollice e indice al centro; il pallone si gonfia più che si può e poi si lascia andare. Il rocchello ruota, tenuto dalle due dita, senza nessun problema. In caso di problemi o se si portano i guanti spessi, si può lasciare il rocchello e si fa in modo che il filo scorra al centro delle due dita poste ad occhiello. Quando il pallone arriva in superficie, si blocca in modo molto semplice il filo sul rocchello per mezzo di un moschettone a due luci. Se si fa deco o se si vuole derivare tranquilli si fissa il filo all'anello posto sotto le bombole e via in orizzontale.
Anche qui abbiamo simulato una deco e cambio miscela. Finita l'immersione abbiamo fatto il debriefing mentre la barca ci riportava in porto. Prima di finire la giornata abbiamo fatto un'altra sessione di miscelazione per il giorno successivo.
 
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