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Tech 1 Bocca di Magra - marzo 2004 PDF Stampa E-mail
Sabato 05 Settembre 2009 14:53
È iniziato tutto in una fredda mattina di marzo, sotto una pioggia incessante ed un cielo plumbeo che non prometteva niente di buono. Il mare, per giunta, era mosso da qualche giorno e, uscire in barca, avrebbe presentato qualche difficoltà.
Questo è un corso al quale tengo molto e, nonostante i molteplici racconti di coloro che lo hanno già frequentato me lo abbiano dipinto come assai impegnativo, sono abbastanza tranquillo. L’umore è ottimo e, dopo tanta attesa e parecchi allenamenti, è finalmente giunto il momento atteso.
Alle 8.30 arrivo al diving “Osso di Seppia” a Bocca di Magra (La Spezia), che ha organizzato il corso e che fornirà supporto logistico. Siamo Diego e l’amico, nonché titolare del diving, Raffaele e il sottoscritto. Con loro avevo fatto i Fondamentali più di un anno fa e mi fa piacere ritrovarli di nuovo in questa occasione. Giusto il tempo di scaricare l'attrezzatura e arriva Mario.
Incominciamo subito con teoria, verifica delle attrezzature, esercitazioni a secco con la sagola, visualizzazione di scenari e di emergenze di vario tipo. Le ore passano veloci e la fame ci ricorda che è arrivato il momento di mettere qualcosa nello stomaco. Un rapido spuntino organizzato dal diving e via di nuovo, questa volta a preparare le attrezzature per un primo tuffo in mare. Le condizioni meteomarine sono pessime, siamo praticamente gli unici a essere in mare, c’e’ onda e la visibilità, come talvolta accade da queste parti, è molto modesta. Pioggia e vento si aggiungono allo scenario.
Alle 15.30 siamo sul punto di immersione a ridosso dell’Isola del Tino nel golfo di La Spezia. Ci prepariamo veloci, controllo attrezzature, ripetizione della sequenza e del piano di immersione, e poi in acqua. Sotto è ancora peggio che fuori: la risacca e la scarsa visibilità rendono più impegnative le esercitazioni. Iniziamo con assetto, fondamentali, safety drill, valve drill, sagolatura. Mi rendo subito conto che i prossimi giorni saranno molto intensi e che completare il programma non sarà uno scherzo. Perdiamo, fin dal secondo giorno, un membro di squadra. L’influenza che affligge mezza Italia colpisce duro Diego che recupererà la settimana successiva.
Per me e Raffaele i giorni e gli allenamenti proseguono intensi con un crescente livello di difficoltà negli esercizi e un sempre maggiore affiatamento e concentrazione nelle nostre esecuzioni.
Mentre la parte teorica, per noi che abbiamo già una buona preparazione di base, non è troppo impegnativa e scorre veloce, la parte pratica è quella che presenta maggiori difficoltà. In ogni immersione si susseguono tali e tante emergenze che è veramente difficile non sbagliare qualcosa. Si simula che vada storto anche l’inimmaginabile con un susseguirsi di emergenze multiple che inducono a perdere lucidità e a compiere errori.
Mario, purtroppo, ha il dovere di non fare scherzi durante le immersioni e tutte le emergenze sono solo simulate, tuttavia a me sarebbe piaciuto che ci facesse qualche tiro mancino per rendere ancora più realistica la cosa.
Infatti una delle difficoltà che qualche volta ho incontrato è stato immedesimarmi nella parte. E’ il caso di quando mi sono attaccato alla deco a 20 metri nonostante si fosse deciso che questa era respirabile solo più in alto. Stavamo risalendo in libera con visibilità zero, una emergenza di gas, in condivisione di aria e una sola deco disponibile. Eravamo parecchio affaccendati e non ho vissuto come un vincolo il respirare ean 50 da 15 metri come concordato in precedenza. Scontata la reprimenda di Mario nel debriefing.
Credo che le immersioni in cui ci si è comportati relativamente meglio siano state quelle più impegnative, quelle più fonde o con visibilità peggiore dove la concentrazione era più alta e la situazione richiedeva più attenzione.
Tra queste il relitto della motozattera di fronte a Santa Margherita, profondità di circa 30 metri, buio pesto (prima di scendere abbiamo dovuto spalare quattro dita di grandine dalla barca e c’era un tempo da lupi) pessima anche la visibilità sul fondo. Durante l’immersione casini a mazzi come sempre ma con qualche giorno di esercizi alle spalle e un affiatamento sempre maggiore con Raffaele tutto è andato per il meglio.
Da un punto di vista dei contenuti penso che questo corso sia attualmente quanto di meglio esista nel panorama della subacquea, poiché prende veramente in esame ogni aspetto dell’immersione in modo estremamente concreto e con un risvolto pratico immediato.
Non dimentichiamo poi che, per quanto costoso, se stiamo alle suddivisioni della maggioranza delle didattiche, esso è un corso nitrox, nitrox avanzato e trimix insieme.
Il tutto abbordabile da un open water che abbia fatto i fondamentali e abbia un minimo di esperienza. Non si tratta quindi di un corso per andare a mille metri ma di un corso che affronta le principali emergenze e difficoltà a cui si può andare incontro e spiega i principi dell’immersione a miscela con decompressione.
Mario si è dimostrato sempre gentile, disponibile, flessibile e soprattutto molto concreto, sfatando l’idea che tutti i Dir siano degli oltranzisti attrezzatura-dipendenti con dogmi incontestabili e privilegiando le doti acquatiche al marchio sull’attrezzatura. Infatti, nonostante la presenza di attrezzature "clonate" Mario non ha mai, neanche indirettamente, creato problemi per questo ed ha sempre fornito risposte esaurienti alle nostre domande. Si capisce che conosce le cose di cui parla e sa come trasmetterle. In due parole: un ottimo insegnante.
Un plauso a Bruno Borelli, che ha fatto le riprese: è stato bravissimo nel cogliere tutte le nostre manchevolezze dimostrandosi anche un subacqueo eccezionale.
Nel complesso è stato un ottimo corso, interessante, utile e …. persino divertente. Nonostante la fatica non è mancata una buona dose di risate. Credo che anche Mario si divertito. Soprattutto nel prendere in giro il sottoscritto per le sue frequentazioni non sempre rigorosamente in linea con la filosofia Dir. Ciononostante, da bravo professionista qual è, non si è fatto influenzare da queste mie amicizie e ha sempre guardato al sodo.
Noi allievi siamo rimasti tutti contenti dell’investimento fatto. E’ un corso che penso vada seguito indipendentemente da tutto il resto perché non si smette mai di imparare e i contenuti sono assolutamente validi indipendentemente dall’esperienza che già si possiede.
Un grazie speciale a Raffaele per il supporto logistico e la disponibilità dimostrata in tutte le fasi dello svolgimento. Si è infatti prodigato perché tutto andasse per il meglio con la gentilezza e la simpatia che da sempre lo contraddistinguono.

Alberto Barattini
 
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