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Rio Torretta PDF Stampa E-mail
Giovedì 16 Luglio 2009 16:15
Il Rio Torretta è una risorgenza che generalmente "fuoriesce" dalla montagna, sulla sinistra orografica della Val D'Astico, attraverso una bocca di troppo pieno, quando cioè il livello dell'acqua è molto alto. La Val d'Astico può essere definita una delle grandi vallate delle Prealpi vicentine. Nasce stretta e selvaggia, con i fianchi molto scoscesi e nella sua metà superiore separa l'Altopiano di Asiago da quello di Tonezza, incuneandosi profondamente nel cuore dell'Altopiano di Lavarone - Luserna.
Geologicamente si colloca all’estremità occidentale dell’altopiano di Asiago, un’area di circa 600 kmq formata da depositi di origine carbonatica che facilitano il drenaggio delle acque meteoriche in profondità con un conseguente sviluppo del fenomeno carsico. Prodotto finale degli sconvolgimenti dell'era terziaria, la Val d'Astico è stata modellata dagli agenti atmosferici e dai ghiacciai. La risorgenza del Rio Torretta si sviluppa nei calcari dolomitici, alla base della propaggine meridionale dell'altopiano di Lucerna, e fuoriesce originando una simpatica cascata confluendo, dopo un breve tratto torrentizio, nel fiume Astico.
Quindi, anche in condizioni normali, l'avvicinamento all'immersione richiede una atletica "passeggiata" lungo e sopra i massi di questo torrente con il necessario superamento di un "piccolo" tratto finale verticale. Dico normalmente, perché quando ci siamo stati noi la strada vicinale che porta dal paese al Rio (circa 500 m) non era praticabile con le automobili e quindi ci siamo "cammellati" tutta l'attrezzatura con 3-4 viaggi a testa dal paese.
L'atletico avvicinamento ha comunque comportato pare anche un piccolo primato: a detta di Giuseppe Minciotti, noto speleosub veronese che ha esplorato la grotta di Rio Torretta fino a 800 m di sviluppo e 54 m di profondità, era la prima volta che dei bibo 12+12 entravano in quella grotta, in quanto sia per le ridotte dimensioni di certi passaggi che per l'atletico avvicinamento di cui si parlava prima, generalmente erano sempre stati usati solo bibo 7+7 o addirittura dei 7 l in side-mount.
Dopo aver trasportato tutta l'attrezzatura fino all’entrata, si scende all'interno della caverna per un ripido pendio sassoso fino al laghetto iniziale. L'acqua cristallina ci fa ben sperare e già gongoliamo per le riprese video che potremo fare, però ad acqua cristallina corrisponde una temperatura fresca: 7°C.
Entriamo e già la splendida visibilità dell’acqua ci ripaga della sfacchinata fatta; dopo settimane di immersioni con visibilità di 5-6 m al massimo, trovarsi qui con una visibilità di 20 m è una goduria. La grotta si presenta con una galleria bassa, ma molto larga e subito troviamo le due sagole di cui ci ha parlato Giuseppe, quando ci ha descritto la grotta e raccontato il susseguirsi delle esplorazioni: quella di destra porta verso la galleria principale, dove si susseguono 3 sifoni mentre quella di sinistra porta, invece, dopo un centinaio di metri, ad una caverna caratterizzata da un foro ricoperto da finissimo sedimento biancastro raggiungibile attraverso un laminatoio piuttosto basso.
L'immersione pianificata non prevedeva grandi penetrazioni in quanto si trattava di un’immersione conoscitiva per vedere l'ambiente e l’occasione per girare finalmente alcune riprese in acqua limpida. Iniziamo a seguire la sagola di destra e dopo un breve jump, continuiamo per un largo laminatoio.
Da sottolineare che la sagolatura lascia un po’ a desiderare e che la presenza di sagole parallele può generare confusione. Raggiunta la fine della prima sagola in corrispondenza della fine del primo sifone decidiamo di ritornare sulle nostre pinne per andare nella direzione della caverna "fangosa". Effettivamente il fondo della caverna è ricoperto da uno strato di finissimo sedimento e bisogna prestare molta attenzione, ma i "disegni" e le "sculture" fatte dalla corrente hanno creato un ambiente veramente molto suggestivo. Arrivati alle fine della caverna giriamo e ritorniamo verso l'uscita. L'unico neo della grotta è la volta ricoperta di sedimento che purtroppo le bolle fanno cadere "sporcando" un po' la visibilità.
La risorgenza di Rio Torretta si è rivelata proprio una bella grotta, che ci vedrà sicuramente di nuovo, sia per una penetrazione più lunga, che per immersioni di addestramento.
 
Andrea Moro
 
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