| Feria mexicana |
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| Giovedì 16 Luglio 2009 16:03 | ||||
Finalmente, dopo mesi di logistica precisa e minuziosa, tipica del mio solito modo di organizzarmi (praticamente un viaggio last minute mentre il resto delegato a Chris) sono pronto per l'agognato viaggio in Mexico. Il programma prevede immersioni in alcuni tra i più belli e suggestivi cenotes del paese con Chris Le Maillot, istruttore GUE che lavora in Mexico, conosciuto durante un mio corso Cave in Florida.Si tratta d'immersioni di piacere per cui mi aspetto un bel po' di relax, ma allo stesso tempo la possibilità di continuare l'addestramento sotto la supervisione di una persona di provata esperienza cercando di superare i limiti che fino ad adesso mi sono posto nelle immersioni in grotta, sia in termini di attrezzatura utilizzata che di distanza nella penetrazione. Sono appena rientrato e, oltre al volo interminabile e al fuso orario, sono ancora discretamente frastornato, forse anche per il blast diving che mi sono fatto in quel di Tulum :))) ...quindi è probabile che dimenticherò qualche pezzo, sorry!! Appena arrivato a Cancun, ho noleggiato la macchina per raggiungere Puerto Aventuras dove, sempre con l'aiuto di Chris, avevo già prenotato un condo, o studio come lo chiamano loro... in pratica un appartamento. Ho optato per un macchinone, una splendida Dahiatsu Atos, bella e soprattutto comoda ;-); peccato che non appena infilata la valigia praticamente non c'era più posto per me... anyway, riesco a salire in macchina, prendo la carrettera principal e mi lancio a velocità smodata verso la mia dimora :) superato da autobus, camion e carrette strane che viaggiavano tranquillamente a 160 km/h, spesso anche utilizzando la corsia d'emergenza. La strada è piena di cartelli tipo "un incidente cambia la vita" , "Cuide su vida", "dopo un incidente niente è più lo stesso" ... insomma una figata di viaggio :-). Finalmente riesco ad arrivare a Puerto, i cartelli indicano sia a destra che a sinistra... opto per la destra che mi sembra la scelta meno pericolosa... ovviamente, strada sterrata, finisco in mezzo al pueblito, cioè i "veri poveri", quelli che, probabilmente per un decimo dei soldi che ho addosso sarebbero disposti a... quindi su il finestrino, giù la sicura della portiera e dietro front. Arrivo a Puerto Aventuras, quello per i turisti, una zona residenziale controllata da guardiani e una sbarra 24 ore su 24, finally! Incontro Chris Le Maillot, che candidamente mi chiede se il giorno dopo ero intenzionato ad andare in acqua... la risposta, abbastanza spontanea, è: "...pensi che abbia fatto 200.000 miglia per dormire?".Iniziano così 8 giorni con 2 immersioni al giorno in 12 grotte differenti, tutte stupende. Grandi, strette, bianchissime, nere come il carbone, superdecorate da migliaia di stalattiti o lisce con moltissime percolation e sospensione... davvero uniche. La "giornata tipo" prevedeva sveglia all'alba, nel vero senso della parola, Chris che veniva a raccattarmi col suo furgone semi disintegrato (direi una versione povera del Bedford bianco WKPP), un tragitto che variava da pochi minuti fino ad un'ora di strada e... pronti per la prima immersione... un frugale pranzo al sacco, trasferimento e... seconda immersione in un altro cenote. Alla sera crash a letto, doccia e vamos a comer... Puerto Aventuras non si può considerare il massimo per la vita mondana (inoltre l'esserci stato in bassa stagione non è stato molto di aiuto), sono decisamente pochi gli "aspetti ludici e d'interesse (almeno per i maschietti) viste le capacità (extra subacquee) che al Mara vengono attribuite" ...la ringrazio Presidente. Detto questo veniamo al piatto forte, "blast diving" in Mexico. Immersioni da ricordare... tutte, ma alcune più speciali di altre :) Come mi aspettavo Chris aveva previsto una certa progressione nelle immersioni e così, molto saggiamente, abbiamo iniziato con un giorno di ambientamento, 2 immersioni abbastanza semplici, solo bibo e un paio di jump, in grotte decisamente belle: il cenote PonDeRosa e quello di Taj Mahal. Sono i più frequentati, almeno nei tratti iniziali, e sono anche quelli che stupidamente la gente snobba perché considera troppo turistici. Presto mi accorgo che, anche solo con il bibo, si fa comunque un bel po' di strada, tanto che nella seconda immersione siamo a circa 1200 m dall'ingresso e dopo 5 jump quasi riemergiamo in un altro cenote, il Boh Shen. Le immersioni che si sono susseguite quasi non le ricordo bene tutte, per fortuna ho riempito il wet notes di appunti ed ora mi ritrovo con una specie di diario di bordo molto prezioso e che mi sarà sicuramente molto utile in una prossima occasione... e sì, ci sarà una prossima volta :) Qui di seguito vi segnalo alcune delle immersioni più belle anche se è davvero difficile fare una selezione... pensate che il primo giorno Chris, ridendo, mi chiese di sapergli dire alla fine della settimana qual'era stata l'immersione più bella... beh, non gli ho saputo rispondere ed ovviamente era proprio quello che si aspettava. Aktun Koh, la grotta del Giaguaro, dopo mezz'ora di scooter e 35 minuti di pinneggiata arriviamo all'Attic, una specie di laminatoio a 1.5 m di profondità, costellato di stalattiti e stalagmiti, in cui bisogna procedere con estrema lentezza per non distruggere tutto. Superato questo tratto si ridiscende e si arriva alla "end of the line". La percolation è micidiale e bellissima insieme, dopo 20 secondi fermi in un punto sembrava nevicasse con la visibilità che si riduceva a zero. Ox Bel Ha, cavers' cave... come dire non per turisti... cammellata con stages e bibo in spalla nella jungla, cenote poco friendly con tarpoons e piranha... piccoli e innocui per fortuna, ma discretamente inquietanti! Pensate che bisogna nuotare per 5 minuti sott'acqua, tra le mangrovie, per raggiungere l'ingresso della grotta... un vero casino, sul serio. La grotta all'inizio è molto stretta e contorta, i colori sono scuri, dal marrone rossastro al nero e c'è davvero tanto sedimento (non mi lamenterò più delle nostre grotte); dopo circa 3000 piedi invece la grotta si apre e diventa power cave, gigantesca... insomma, uno spettacolo!!! Dos Ojos, double stage, double scooter... 2 km di libidine totale, talmente tanti passaggi e così diversi tra loro che ...u don't go u don't know... Tra l'altro siamo riemersi a Tikim Ich, cioè in un cenote sotterraneo ma accessibile dall'esterno che i discendenti maya ancora utilizzano come cenote cerimoniale, con una specie di altare e dei simboli sacri ...peccato per l'hydrogen sulfide rende poco gradevole l'odore circostante... oltre al fatto che dopo circa mezz'ora diventa tossico per il nostro organismo :) Chaac Mool, scooter dive in una grotta speciale, una grotta dove c'è la stalattite più lunga del mondo, 16 m, e un paio di domes, cioè scollinamenti che portano quasi a 1 m dalla superficie ed in cui l'acqua si colora di un rosso marrone (acido tannico) molto suggestivo. Taj Mahal, upstream, semplicemente il trionfo dell'aloclino e per me che non l'avevo mai visto... diciamo che può decisamente mettere in difficoltà, soprattutto per quanto riguarda sagola e navigazione. Downstream è vero rock'n roll... 'azzo che impressione fa consumare il doppio del gas per uscire dalla grotta... diciamo che non è stato very relaxing :) ma la fatica valeva tutta. Naharon, double stage, double scooter... la grotta è completamente nera ed enorme nel primo tratto, poi evolve in uno stretto meandro di calcare perfettamente bianco con concrezioni sulle pareti e stalattiti; qui usare la pinneggiata a rana è semplicemente impossibile, shuffle kick all'ennesima potenza. Al ritorno, stanco morto e con una torcia Sartek di Chris mal regolata, non vedevo granché, anzi, causa le pareti nere carbone vedevo solo la sagola e viaggiando a circa 50 m/min, ho centrato con la testa il soffitto ...un bel botto devo dire, il primo pensiero è stato "AZZZZZZZZZ!!!!", il secondo, invece, un check al manifold e alle valvole; un bel po' di stress e altri 25 minuti di scooter per uscire. E' stata un'occasione per realizzare quanto sia estremamente facile andare a sbattere in grotta, basta veramente distrarsi un attimo ed in immersioni lunghe è MOLTO facile che si verifichi un abbassamento della soglia di attenzione. Mayan Blue, scooterata fino alla fine della sagola, al ritorno si va a pinne per un bel pezzo causa visibilità zero; è bastato passare sopra alla sabbia bianchissima per alzarla in sospensione, pur facendo molta attenzione al trim, all'assetto e alla posizione dello scooter... Nel frattempo, ovviamente, Chris rideva come un pirla... lui adora davvero queste grotte e conoscendole a fondo sapeva benissimo che sarebbe successo! Si esce dalla zona cavern e rientriamo, scooterando e facendo deco a 3 m, nel tunnel B. Altro giro altra corsa con le stesse stages....dopo una decina di minuti jump a destra e ci ritroviamo nella sezione vista una mezz'ora prima. Aktun Ha o Carwash, chiamato così proprio perché lo usavano per lavarci le macchine. Dopo una decina di minuti d'immersione partiamo con un jump sulla sinistra della sagola, lungo 20 m circa, richiede 4 wrap, si scende e si risale passando per 2 strettoie, in pratica è un jump nascosto... if u don't find it u don't deserve it. Questo passaggio porta alla Room of Tears, chiamata così perché chi l'ha scoperta quando l'ha vista si è messo a piangere. E' un posto meraviglioso con migliaia di stalattiti e stalagmiti, unico nel suo genere ...subito dopo c'è divers' dreamland e forse riuscite ad immaginare perché lo chiamano così. Le immersioni sono state tutte tra i 95 ed i 190 minuti di runtime, comprese tra 1 e 2 km di penetrazione, con un minimo di 2 jump e un massimo di 5, minimo un bibo e massimo bibo con 2 stage e 2 scooter. Dopo un bel po' di tempo che non mi succedeva, mi sono ritrovato in difficoltà, nel senso che il limite delle immersioni è stato determinato dalle mie capacità in acqua più che dalle attrezzature o dalla pianificazione. Insomma, bisogna davvero essere molto bravi per gestire 2 stage e 2 scooter in grotta, dove le possibilità di movimento vengono ridotte drasticamente e dove non c'è proprio margine d'errore. C'è tanta gente che fa immersioni in grotta senza addestramento. Credo sia banale ripetere che è pericoloso, ma sembra il minimo considerata la facilità con cui può succedere un incidente. Durante la feria ho letto rapporti di incidente in grotta, in particolare leggevo quelli relativi allo specifico sito d'immersione prima di entrare in acqua e solo così forse ti rendi veramente conto di quanto poco ci vuole a trasformare una fun dive in un incubo. Andrea Marassich
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