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EKPP: il primo contatto PDF Stampa E-mail
Giovedì 16 Luglio 2009 15:51
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EKPP: il primo contatto
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Era una notte buia e tempestosa...
Diverso tempo fa, Paolo (n.d.r. Paolo Passalacqua) sostenne il mio ingresso all'interno dell'EKPP (European Karst Plain Project), presentandomi a Micha e Reinhard (n.d.r. Michael Waldbrenner e Reinhard Buchaly). Il bello è che per entrare a pieno titolo nel team bisogna avere effettivamente una serie di pre requisiti che sono di per sé restrittivi, ma soprattutto quel che conta è una effettiva partecipazione ai progetti. A questo punto non vedevo l'ora di partecipare a qualche progetto ma il maltempo non aiutava assolutamente rendendo per diversi mesi le risorgive più interessanti praticamente impraticabili.
Finalmente, dopo tre tentativi falliti, la risorgiva di Gourneyras è risultata accessibile. Cominciano i preparativi; persone da mezza Europa si danno appuntamento "ready to go" in mezzo ad un bosco dimenticato da Dio... Gourneyras si trova in Francia, nella regione dell'Herault, e per dare un'idea il paesaggio somiglia molto alla Provenza.
Si tratta di un posto sostanzialmente in mezzo al nulla, anzi in mezzo ai boschi. L'ultimo micro paesino si trova ad una ventina di km dallo specchio d'acqua e per raggiungerla bisogna scendere lungo una scoscesa, stretta e perigliosa stradina con vista a strapiombo sulla valle sottostante. Per fortuna PRP (n.d.r. Paolo Passalacqua) è dotato di un mezzo consono, la Volvo off road che praticamente è un salotto ma che va ovunque (anche perché il mio mezzo l'ho abbandonato a Genova dopo che mi ha piantato in autostrada... i cavalli zoppi vanno abbattuti).
Continuiamo ad andare avanti iniziando a chiederci se ci stiamo dirigendo nel posto giusto; per un lunghissimo tragitto sembra che da queste parti non sia mai passato nessuno, poi improvvisamente in mezzo al bosco, inequivocabile... decine di stage disposte ai bordi della strada, disposte alla maniera tedesca, allineate e coperte, rebreather frames, un numero piuttosto impressionante di Gavin, insomma il minimo indispensabile. Ci siamo!
Proseguendo incontriamo un paio di furgoni parcheggiati ai lati della strada e immediatamente riconosco Deschampes, uno dei gas diver del gruppo, uno di quelli seri. Comincia il giro di presentazioni; quello che mi stupisce è la disponibilità e la gentilezza dimostrata fin da subito, me li aspettavo molto più chiusi e cacacazzi. Mi sbagliavo!
Siamo a metà del versante mentre la risorgiva si trova a valle. Uno dei ragazzi tedeschi mi fa fare un giro panoramico, zona parcheggio, zona campeggio e, dopo aver sceso un ghiaione che scende molto ripido, finalmente a valle, molto più a valle... il laghetto. Sembra di essere in Florida tanto è limpida l'acqua, il posto è stupendo, ma credo che neanche una foto riuscirebbe a rendere l'idea.
La difficoltà nell'organizzazione di un progetto a Gourneyras sono sicuramente gli aspetti logistici. Dalla zona parcheggio all'acqua c'è un dislivello di circa 70 metri; si tratta di un vero dirupo, quindi per trasportare tutta l'attrezzatura fino allo specchio d'acqua è necessario montare una teleferica. Per fortuna la NOTTE precedente i primi arrivati avevano già montato i tubi innocenti necessari per l'impalcatura e steso il cavo d'acciaio. Un lavorone!
Dopo 15 minuti dall' arrivo mi offro volontario per la squadra a monte, in pratica bassa manovalanza per scaricare tutto il materiale tramite la teleferica della morte... l'ho chiamata così perché si trova a 5 cm da uno strapiombo verticale, per la fatica incredibile che abbiamo fatto e perché utilizzarla per il trasporto di quel genere di attrezzatura mette una certa ansia... provate ad immaginare una telecamera, un rebreather con bibo 20+20 o un gavin magnum a 30 metri d'altezza.


 
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